Piccola Bottega Baltazar
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MOSTRI, MIRACOLI & MISTERI

Vasco Mirandola legge Dino Buzzati
Musiche e canzoni dal vivo della Piccola Bottega Baltazar
Un omaggio allo scrittore e pittore Dino Buzzati, figura di spicco della cultura veneta ed internazionale del Novecento. Un universo di storie e musiche abitato da strane creature, contesse inseguite dai lupi, insetti che abitano le pieghe del pensiero, innocenti fanciulle sul punto di… santi che per fortuna arrivano in tempo!

Mostri, Miracoli & Misteri racconta storie fantastiche che in questo mondo accadono spesso. Parole e suoni che suggeriscono l’inquietudine dell’inatteso, il rotolare del tempo, incubi, strane visioni, mostri improvvisi, lo spavento che scaturisce da una smagliatura della norma, la magia racchiusa nell’ovvio.
Misteri d’altri tempi. Misteri di sempre… a volte veri e propri Miracoli….

Info e booking > info@piccolabottegabaltazar.it

 

I brani proposti sono stati scelti dalle raccolte La Boutique del Mistero, Le notti difficili, Sessanta racconti , In quel preciso momento, Il Colombre, I miracoli di Val Morel.
Lo spettacolo contiene musiche originali e canzoni tratte da “Il Disco dei Miracoli” (Azzurra Music, 2007)  della Piccola Bottega Baltazar, liberamente ispirato al prezioso testo di Buzzati “I Miracoli di Val Morel”.

 

Vasco Mirandola è artista poliedrico: attore, comico, cantante, cabarettista, formatore, regista, poeta, performer, autore televisivo … Co-protagonista del film Oscar “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, ha lavorato con Carlo Mazzacurati, Roberto Citran, Giancarlo Previati, Paolo Conte e molti altri, partecipando a numerosi spettacoli teatrali e televisivi.

 

Recensione apparsa sul Giornale di Vicenza a firma di Lorenzo Parolin (agosto 2011):

Il Buzzati tutto mostri, miracoli e misteri è “nerista” che incanta a suon di musica.

La voce recitante di Mirandola e la bravura della Baltazar: successo.

“Prima Campolongo poi Valstagna. Il breve tour della Piccola Bottega Baltazar nella valle del Brenta si è concluso venerdi sera com’era cominciato il 14 luglio: tra gli applausi. Applausi di un pubblico che ha gremito il teatrino della scuola materna, diretti a certificare un’ora e mezza di qualità nella musica e nella recitazione e, indirettamente, a ricordare il protagonista di serata, Dino Buzzati.

Un Buzzati tutto “Mostri, miracoli e misteri” (come da locandina) affidato alla voce del padovano Vasco Mirandola su atmosfere noir da redazione anni Cinquanta. Qualcuno tra il pubblico si attendeva anche un po’ di Dolimiti, complice la stagione estiva e la collocazione di Valstagna, sulla strada per le località turistiche, ma poco male. Potrà essere un’idea per i prossimi anni: nel frattempo l’intesa tra Mirandola e i musicisti della Bottega funziona generando un equilibrio che sa condurre il pubblico alla scoperta di un Buzzati particolarmente ispirato dai pezzi di cronaca nera che scriveva per il Corriere.

Quanto alle conferme rispetto all’uscita di Campolongo, l’ensamble salito sul palco ha rivelato una volta di più la propensione ai toni felliniani, ironici e malinconici al tempo stesso. Non tanto, questo, per la chiusura con Nino Rota, che è sempre un bel sentire, quanto per la capacità di proporre atmosfere da sogno, forzando in alcuni passaggi anche la normale logica narrativa. All’inizio, infatti, note e parole sembrano appena giustapposte e dalla platea c’è bisogno di uno sforzo per trovare un aggancio tra musica e recitazione. Man mano che lo spettacolo procede, i due linguaggi che lo caratterizzano si intrecciano sempre più, fino alla chiusura con “Vecchio frack” di Modugno che è la firma (assieme al tema di Amarcord) della Piccola Bottega sul sipario che cala, ma è anche un racconto di Buzzati. L’anno era il 1961 e l’ispiratore, guarda caso, proprio Modugno. Nel mezzo il momento più asltp è “Crescendo” (racconto in stile horror tratto da “Le notti difficili”) con un Buzzati quasi Kafka che propone una sequenza di incipit diversi per la descrizione di una stessa scena.

In un crescendo, appunto, l’incontro tra una nubile di mezza età e un notaio amico di famiglia, si trasforma nell’aggressione di un insetto gigante e nella scoperta dei mostri che ognuno nasconde dentro di sé. Si sorridie, invece, con i brani tratti da “I miracoli di Val Morel”, mentre la Bottega accenna qualche swing e il ticchettio di un orologio da parete funziona come triat-d’union tra le diverse scene. Dal tic-tac della pendola al battimani di fine serata il passaggio è quasi spontaneo e il sipario può scendere tra la soddisfazione del pubblico in sala e, è facile immaginarlo, degli attori sul palco.”