Piccola Bottega Baltazar
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EROI

Racconti dall’Iliade
di e con Andrea Pennacchi
musiche: Sergio Marchesini fisarmonica
e Giorgio Gobbo canto e chitarra
Regia di Mirko Artuso
Collaborazione alla drammaturgia: Laura Curino
Produzione della compagnia Teatro Boxer
Info e booking > Marialaura  marimaritan87@gmail.com

Prossime repliche:
24 maggio 2014 > Mel (Belluno)
25 maggio 2014 > S.Angelo di Piove (Padova)
6 giugno 2014 > Mogliano (Treviso)
17 giugno 2014 > Cittadella (Padova)

Andrea Pennacchi“Alle medie credevo che la storia della guerra di Troia fosse raccontata nell’Iliade, mentre il ritorno di Ulisse stava nell’Odissea. E su sta ultima cosa non mi sbagliavo. Quando però ho comprato l’Iliade, obbligato dalla più cattiva professoressa di Italiano della storia, ho pensato che il libraio mi avesse fregato (magari ha visto la faccia da uno che non legge tanto…), il libro cominciava che l’assedio durava già da nove anni, e non c’era nessun tallone e neanche un cavallo di legno, finiva con queste parole “così onorarono la sepoltura di Ettore, domatore di cavalli”.

Ettore, facile, era il principale difensore di Troia, ed era stato ucciso da Achille, il più forte dei Greci. Ma il Tallone? Il Cavallo di Legno? La mela? Cosa rimane oggi dell’Iliade? Che storia ci racconta la prima epica scritta dell’uomo?

Una risposta lucida e terribile l’abbiamo trovata nelle parole di Simone Weil: “Il vero eroe, il vero argomento, il centro dell’Iliade, è la forza. La forza adoperata dagli uomini, la forza che li piega. L’anima umana appare costantemente modificata dai suoi rapporti con la forza: travolta, accecata dalla forza di cui crede di disporre, si curva sotto l’imperio della forza che subisce… Chi aveva sognato che la forza, grazie al progresso, appartenesse ormai al passato, ha voluto vedere in questo poema un documento; chi sa vedere come la forza, oggi come ieri, sta al centro di ogni storia umana, vi trova il più bello il più puro degli specchi.”

Da queste parole siamo partiti per raccontare le storie di Ettore e Achille, i due nemici per eccellenza, ma anche quelle di Priamo ed Ecuba, di Aiace, di Patroclo, di Nestore e Paride, di Menelao e Agamennone, e di Elena e Andromaca.

Esseri umani in balia della forza, che cercano in tutti i modi di mantenere viva la propria gentilezza d’animo, la propria umanità. Ed è così che abbiamo scoperto la bellezza dell’Iliade: i suoi protagonisti, tutt’altro che piatte figurine epiche, esseri umani che proteggono pochi preziosi attimi di vita dall’uragano della guerra. Abbiamo scelto il racconto, più vicino possibile a quello originario del primo grande narratore della storia, per permettere a ognuno degli spettatori di “vedere” nella propria mente, di riempire le parole del narrato con le immagini della propria esperienza e della fantasia.”
Andrea Pennacchi

IL PROLOGO: